Matteo 4, 1-11

GESU’  DIGIUNA NEL DESERTO E  VIENE TENTATO

 

La prima domenica di Quaresima si apre con il vangelo di Matteo che presenta le tentazioni del Cristo (meglio, le seduzioni). Sono tre, il numero indica quello che è completo, definitivo.

Quello che leggiamo non è un episodio della vita di Gesù, ma vuol farci capire che è tutta la vita di Gesù che subisce queste seduzioni.

Dopo il battesimo, in cui riceve lo Spirito del Padre, è condotto sempre  dallo Spirito perché dimostra il suo desiderio di testimoniare all’umanità intera questo amore misericordioso (=Spirito). Di conseguenza è condotto nel “deserto” che ha almeno tre significati diversi : luogo di liberazione, luogo di prova (come nell’Esodo per gli Ebrei), luogo dove si trovava chi intendeva impadronirsi del potere.

 Lì il diavolo si presenta e vuol giocare un ruolo come un “alleato che vuole aiutarlo a realizzare il suo programma. Per cui si può parlare di seduzioni del diavolo.

“Digiuna 40 giorni e 40 notti”, lungo tempo, ma vuole anche dirci che non è un digiuno religioso (che era solo durante il giorno e si fermava la notte), ma una prova di forza.

Il tentatore-alleato si avvicina(1^ tentazione): “Giacchè sei figlio di Dio” (lo riconosce come tale) usa le tue capacità a tuo vantaggio “Dì che queste pietre diventino pane” (1^ tentazione). Lui, invece, le userà a vantaggio degli altri. Tutti conosciamo la risposta, si rifà all’Esodo di “Mosè” dove sfama il popolo con la manna. La nuova liberazione, invece, viene dalla parola accolta, praticata nella condivisione: è continuamente nuova e comunica vita.

La 2^ seduzione “Fai quello che il popolo vuole da te,fai quello che desidera”. Lo porta in alto, come pensavano il messia potente e gli dice :gettati giù, dai un tocco in più, dimostra la tua forza straordinaria. Durante tutta la sua vita, Gesù sarà sedotto da scribi, farisei e anziani fino alla croce dove diranno “Se sei figlio di Dio, scendi dalla croce”, manifesta l’azione del Dio potente, dà un segno speciale della protezione divina. Ma Gesù gli rispose:”Non metterai alla prova il Signore Dio tuo!”

Ed ora la 3^ tentazione . Questa volta il diavolo “Lo portò … su un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni e la loro gloria” cioè la loro ricchezza e aggiunse”Tutte queste cose ti darò ,se prostrato mi adorerai”. Monte è il luogo di chi ha condizione divina, aspirazione di ogni potente, e gli offre la condizione divina, il potere assoluto. Con una clausola: adorare il potere che gli offre per dominare il mondo.”

Allora Gesù gli rispose:”vattene satana!”

Queste sono le tentazioni di Satana riferite a Gesù da Matteo, che vuol farci capire che  provengono dal suo popolo. E il Signore li mette in guardia,citando il Deuteronomio ,dall’idolatria, mentre entrano nella terra di Canaan.

 Per Gesù potere è idolatria, un rischio che sta correndo anche il suo popolo.

Poi, allontanato il tentatore, ottiene la protezione degli angeli.

Per tutta la vita Gesù, continuamente, è stato “sedotto” dal potere, perché la gente si aspettava questo tipo di messia:lo voleva  potente, dominatore degli altri popoli, teso a promuovere il popolo di Israele.

Ma quando il popolo si accorgerà che Gesù non è questo messia, lo rifiuterà e, d’accordo con il potere civile e religioso, lo ucciderà.

Vedere anche: Quaresima: Istruzioni d’Uso (di Alberto MAGGI)