Gv. 14,15-16.23-26

LO SPIRITO SANTO VI INSEGNERA’ OGNI COSA

Premessa

Conosciuta come “FESTA DELLE SETTIMANE”, delle 7 settimane o  del “50° giorno” dopo la Pasqua ebraica (in greco Pentecostès).

Nata come  festa di carattere agricolo ,della mietitura (segno era il pane, cibo  dei sedentari), diventata festa delle Alleanze(berit) ,della legge data a Mosè da Jahvè. Nel Nuovo Testamento, dello Spirito che irrompe nella comunità,sconquassa la “legge” e apre la Chiesa portandola  in strada, l’accompagna ,sta accanto,la sostiene .

Cosi ce la raccontano gli Atti degli apostoli,cap.2,1-11.Ci vorrebbe oggi questo vento impetuoso nelle nostre chiese, non solo a Roma con Francesco anche un po a Torino!

Seguiamo il testo di Giovanni commentato in parte a Pasqua.

Solo dopo aver reso i discepoli capaci di amare, attraverso il dono del suo amore espresso nel servizio (lavanda dei piedi), Gesù chiede amore per sé.

“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. Eppure ha lasciato un solo comandamento: quello dell’amore vicendevole. Ma le manifestazioni di questo hanno valore di “comandamenti”: manifestazioni esterne di una realtà interiore (“sentirsi amati da Dio”) che porta ad amare gli altri.

“E pregherò il Padre che vi darà un altro in soccorso”: non è il nome(paraclito), ma la funzione dello Spirito, quella di sostenerci, cambiarci dentro.

E lo Spirito non è uno chiamato per le emergenze un pronto soccorso, ma è dato “perché rimanga con voi per sempre”: la sua presenza in noi è stabile, costante.

Gesù sta invitando i credenti in lui, certamente disorientati, senza più le sicurezze del tempio, a  non avere preoccupazioni, ma piena fiducia, serenità.

Lo Spirito, quindi, è sempre presente, precede le difficoltà, dà serenità, risponde al desiderio di vita di qualità che ogni persona porta in sé.

Poi la conferma più importante “Mio Padre lo amerà e noi verremo a Lui e prenderemo residenza a casa sua” :un Dio che non è più distante, ma chiede all’uomo di essere accolto, per dilatare la sua capacità di amare.

 L’uomo/la donna diventano il “santuario di Dio” che va incontro alle persone, senza escludere nessuno: non ci saranno più gli emarginati dalla religione!

E’ un Dio che chiede a noi di vivere con lui, come lui, e di rendere le nostre relazioni “un dono” per l’umanità.

Poi continua “Vi dico questo mentre sono ancora tra voi, ma lo Spirito “Santo” che il Padre vi manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa e vi insegnerà tutto quello che vi ho detto”.

Chiama Santo lo Spirito per la prima volta, perché vuol dire “separato” (che separa chi lo accoglie) dalle tenebre per portarlo nella vita.

Più si ama, più si permette allo Spirito di entrare in noi, più ci renderà capaci di comprendere le realtà degli uomini e di Dio.

Un credente è colui che si fa trasformare man mano dalla proposta di Dio, dai valori che ci propone e sa leggere con occhio nuovo la storia degli uomini e delle donne, degli avvenimenti che accompagnano la loro vita.

Esiste una mia responsabilità personale che devo dare io in prima persona.

Ma quanto mi lascio trasportare da questo vento impetuoso che mi può cambiare?