Marco 10,17-30

 

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI

Non lasciarti possedere e distruggere dalla ricchezza.

 

La strada su cui Gesù di Nazareth cammina è sempre segno di messaggio infruttuoso (come il seme mangiato dagli uccelli) e, con questo, Marco vuole indicare che è un discorso che non darà frutto.

Incominciamo dal testo di Marco  “Un tale” (anonimo, riferibile a tutti) “gli corre incontro e si getta in ginocchio”. L’evangelista vuole indicare con quel gesto che è prigioniero di qualcosa che è più forte di lui, perciò si sente escluso da Dio e gli chiede “Come posso avere la vita eterna?”

Gesù lo rimanda ai comandamenti, ma ne cita cinque, eliminando quelli che riguardano Dio, gli parla solo di doveri  verso gli altri. “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso”, poi aggiunge un precetto “non imbrogliare” e “onora il padre e la madre” (si tratta di mantenimento economico) perché era” disonorevole” abbandonare i genitori, ma a volte parte dei beni erano donati agli uomini del  tempio e i genitori venivano abbandonati legalmente.“Non imbrogliare”, invece, riguarda la paga dei salariati.

Risponde il tale che già quelle cose le osservava.Allora Gesù lo guarda fisso e gli dice: ti manca solo una cosa, ma è essenziale. Lui era ricco e Gesù gli dice “Quello che hai dallo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli. Poi vieni e seguimi” (questo è quanto ti manca).

Era ricco, ma in realtà possedeva molti beni che lo possedevano. Credeva di averli in pugno, ma erano i beni che possedevano lui in pugno e lo obbligavano a scelte di accumulare a qualsiasi costo. Ha incontrato Gesù per avere qualcosa in più e Gesù lo invita a dare quello che già ha e che lo possiede. Lui se ne va triste.

La reazione dei discepoli alla radicalità di Gesù: rimangono sconcertati dalla sua risposta. La religione ebraica vedeva nella ricchezza una benedizione di Dio, lui invita a lasciarla e darla via .I discepoli  pensano: quanti problemi avrebbe risolto a loro che faticavano ad andare avanti, a lui che non sapeva dove posare il capo.

E lui, franco, a chi gli diceva “E chi si potrà salvare?” (tra i ricchi) rispondeva “E’ difficile per gli uomini, ma non a Dio”. Gesù aveva risposto all’uomo:” osserva i comandamenti del rispetto e della condivisione” (rivolti alle persone). Ma ora aggiunge: impossibile agli uomini, ma non a Dio!

Il Dio di Gesù  insegna che la felicità, la vita piena consiste nel dare, non nel possedere.

Uno dei discepoli, Pietro, reagisce “Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”. Gesù risponde riferendosi, secondo Marco, alle comunità di tutti i tempi “Non c’è nessuno che ha lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o campi per causa mia” che non riceva ora la benedizione da parte di Dio e benedizione in case, fratelli, ……

Ma la scelta deve essere fatta per lui e per il vangelo, cosa che Pietro e i discepoli non hanno fatto, sono vicini a lui, ma non seguono le sue scelte.

Insieme alla benedizione aggiunge  ci possono essere le persecuzioni, ma non impediscono la pienezza di vita.